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Comunità Pastorale Gesù Buon Pastore Milano

La Comunità Pastorale, secondo quanto stabilì il Cardinale Arcivescovo Dionigi Tettamanzi nell'omelia del Giovedì Santo del 2006, è una “forma di unità pastorale tra più parrocchie, affidate a una cura pastorale unitaria e chiamate a vivere un cammino condiviso e coordinato di autentica comunione, attraverso la realizzazione di un concreto, preciso e forte progetto pastorale missionario”.

La Comunità pastorale si caratterizza: per una pastorale unitaria di più parrocchie; per l’affidamento unitario della cura pastorale a un gruppo (la Diaconia- con nomina arcivescovile), che può essere composto da presbiteri, diaconi, suore e che trova nel Responsabile il suo centro di unità; per la configurazione di un progetto pastorale condiviso, elaborato ad opera del Consiglio Pastorale della Comunità.

La Comunità Pastorale è chiamata a realizzare un progetto pastorale comune, che riguardi l’annuncio della Parola, la liturgia e la vita di preghiera, il servizio caritativo e la cura di contesti specifici, quali, ad esempio, la pastorale giovanile, la pastorale dei malati e l’animazione della vita cristiana nei diversi ambiti della vita culturale e sociale.

Nel 2014, con la nomina di don Renato Bacchetta a Parroco, è stata costituita la Comunità Pastorale “Gesù Buon Pastore”, composta dalla parrocchia di S. Maria del buon consiglio e dalla parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo.

Perché Comunità pastorale è dedicata a Gesù buon pastore?

Il pastore conosce le sue pecore e le pecore conoscono lui: come è bello e consolante sapere che Gesù ci conosce uno per uno. Non siamo degli anonimi per lui, ci conosce bene!
Il pastore nutre le sue pecore e le conduce a pascoli freschi e abbondanti: Gesù è venuto per portare vita alle anime e darla in misura sovrabbondante. Tutto ciò si avvera con la Sua Parola, nei Sacramenti… e dentro la Chiesa, realtà vivificata dallo Spirito santo.
Il pastore difende le sue pecore; non è come il mercenario che quando arriva il lupo fugge perché non gli importa nulla delle pecore. Gesù, con la luce della sua parola divina e con la forza della sua presenza sacramentale ed ecclesiale, ci difende e ci salva da tante dolorose e drammatiche esperienze;
Il pastore offre perfino la vita per le pecore: Gesù ha realizzato il progetto dell’amore divino mediante la sua morte in croce! Egli si è offerto in croce per salvare l’uomo, ogni singolo uomo;
Il pastore infine sente il desiderio di ampliare il suo gregge: Gesù afferma chiaramente la sua ansia universale: “Ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre”.

Ogni cristiano, in forza del battesimo, è chiamato ad essere lui stesso un “buon pastore” nell’ambiente in cui vive. Le relazioni tra coniugi devono essere improntate all’esempio del Buon Pastore, affinché la vita in famiglia sia sempre capace di grandi valori. Così pure nella scuola, sul lavoro, nei luoghi del gioco e del tempo libero, negli ospedali e dove si soffre, sempre ogni cristiano dovrebbe impegnarsi ad essere “buon pastore” come Gesù.

Il mondo oggi ha bisogno di testimoni convinti! Gesù Buon Pastore aiuti ciascuno di noi ad essere Chiesa secondo il suo cuore!